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17-08-2020 Cimone di Santa Colomba
Il punto di partenza dell'uscita di oggi è Piano del Fiume (840 m), una località sopra il paese di Pretara (AQ), che raggiungiamo con il super furgoncino fuoristrada, stile A-Team, di Cocciasecca.
Alle 7:50 ci mettiamo in marcia.


Attraversiamo subito il fiume sulla sinistra e seguiamo le indicazioni per la chiesetta di Santa Colomba. Il sentiero sale ripido nel bosco.


Complimenti a tutti quelli che vanno in pellegrinaggio qui.
Per non disturbare la fauna, non vorremmo suonare la campana, ma un piccolo din don di buon auspicio, lo facciamo.


Fin qui il sentiero è ben segnato e non ci sono grandi possibilità di errore. Ora ci affidiamo ai segnali CAI seguendo la via normale.


Superato il bosco, si apre la valle del Malepasso con delle imponenti pareti.

Che bel posto! Immaginavo che fosse bello, ma non così bello.


Una relazione che abbiamo dietro, suggerisce di proseguire lungo il fondo roccioso della valle, ma noi continuiamo a seguire i segnali.


Avanziamo, un po' a fatica, fra l'erba alta. Per fortuna, il ritmo, costante e cadenzato, è scandito dalla nostra guida Cocciasecca, che oggi chiameremo "Iugìn" in onore del grande condottiero abruzzese.




Il profilo del Cimone comincia ad essere evidente.


Siamo sull'altro versante del fosso. Lasciamo la traccia che continua a salire e ne prendiamo un'altra che scende in uno stazzo abbandonato e molto frattoso.


Da qui individuiamo il passaggio a "Nord-Ovest", cioè una piccola forchetta da attraversare. Ci rendiamo conto che la relazione aveva ragione. Per giungere qui, in condizioni asciutte, è meglio seguire il fondo del fosso.



Eccoci alla base del Cimone!


Dobbiamo decidere dove e come salire. Propongo il cosidetto sentiero dei pastori, che costeggia la parete sulla sinistra e poi sale in un canalino ripido ed erboso sulla destra. Invece il nostro spirito d'alpinismo prende il sopravvento, e saliamo lungo la direttissima, cioè dritto per dritto!
Iugìn si mette in spalla una mia "nuovissima" corda da escursionismo del 1997 e cominciamo la scalata.


I primi passaggi sono semplici (II grado) ma la roccia e l'erba non danno una sensazione di grande sicurezza.



L'ultimo passaggio è il più impegnativo, un semi-camino di III grado. Massimo lo supera elegantemente con un atletico balzo. Simonetta lo passa in agilità. Manlio utilizza una spaccata ed io vado di forza, da buon grezzone. Abbiamo anche il filmato, ma non lo pubblichiamo per decenza.


Da quassù il panorama raggiunge la sua massima bellezza.



Alle 11:40 siamo in vetta al Cimone!!!


In realtà pensavamo di essere in vetta, perchè poco più avanti troviamo un ammasso di pietre con scritto Cimone di Santa Colomba... bho?!




Dobbiamo prendere un'altra decisione, dove scendere? Dopo un rapido consulto, ci avventuriamo lungo la cresta Nord che ci dovrebbe portare direttamente a Santa Colomba.


In realtà non sappiamo dove passare, allora prendiamo la cartina... ops! La cartina non l'abbiamo. Poco male, seguiamo la traccia GPS... ops! Non abbiamo nè una traccia nè il GPS stesso. Ok, consultiamo la relazione... ops! La discesa è descritta solo a grandi linee. Vabbè, ci orientiamo col sole e scendiamo lungo ripidissimi prati.


Dall'alto, vediamo la croce che si trova poco sopra la chiesetta che ci aiuta ad individuare l'ingresso nel bosco. Facciamo una bella pausa pranzo con integratori naturali (vino e genziana).


Quando ripartiamo, ci rendiamo conto che il bosco è ripido tanto quanto i prati di prima, ed il sentiero non è evidente. Bene o male raggiungiamo comunque la chiesetta.


Sulla via del ritorno, facciamo una deviazione alle cascate di Vena Roscia.



Nelle rocce si possono individuare strane forme umane e/o disumane.



Occhio alla galleria dove si può sbattere la coccia.




Alle 14:50 siamo al punto di partenza. Una birra chiude nel migliore dei modi questa bellissima uscita.


Viva la montagna e chi la rispetta!


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Articolo del 22 Oct 2020 by Marco
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