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21-09-2019 Cima Catinaccio 2981m

Senza fretta e senza ansia, alle 08:30 usciamo dal rifugio per incamminarci verso il Passo Santer.

Alcune persone stanno già arrampicando sulla Delago.
La via che dovremo affrontare è ad ovest sparato quindi, oggi il sole non lo vediamo proprio se non in cresta!

Passo Santner (2741m)
Alle 09:10 siamo all’attacco.
Questa dovrebbe essere una via di III, per aumentare la difficoltà la affrontiamo con le mani gelate.
Si tratta di un lungo canale che solca la parete Ovest con alcune varianti.

La roccia è fredda ma molto solida.

Terminator, Tritapepe salta come un grillo di campagna sui fili di fieno in una sera di fine estate.

Trombetta invece, emozionato per la sfolgorante salita, accompagna con una roboante sinfonia tutta la nostra ascesa.

Le corde si “ammalloppano” ma i cuori si sciolgono!
Alla seconda sosta ecco la variante.

Un folletto bastardo vuole tagliare le nostre corde ma per fortuna, promettendogli una birra fresca al termine dell’ascesa, desiste e va via.

In quanto il canale diventa ripido, strapiombante ma soprattutto friabile, normalmente lo si aggira sulla sinistra per poi rientrarci a monte.

Ecco, credo che noi andiamo troppo a sinistra.

L’evidente cengia obliqua è talmente invitante che la percorriamo senza notare la via.

Sembra il Corno Piccolo visto dalla Forchetta del Calderone.

Comunque ci sono dei chiodi, quindi anche qui è fattibile.
Ora il tiro chiave (non contemplato dalla relazione della via normale).

Un espostissimo passo di IV+ che rimonta un gelido muretto.

Niente di che ma le dita non le sentiamo più dal freddo.

Torniamo finalmente sul facile e soprattutto al SOOOOLEEEEEE!!!!!


Usciamo sopra una specie di anticima.
Con i volti in fase di scongelamento scendiamo alla sella dove finisce il canale da cui saremmo dovuti uscire e iniziamo l’ultima salita lungo la cresta.

Legati in conserva percorriamo l’aerea e panoramicissima cresta.


Il mondo è fantastico da quassù!


Solo l’ultimo tiro di III lo proteggiamo.

Ore 11:35, ultimi passi prima della vetta.


Cima Catinaccio 2981m.

Ora un po’ di relax con il frate mbriacone delle vette e lo gnomo infame frega birra!
È ora di andare via, alle 18:00 c’è l’ultima corsa della funivia e non vorremmo scendere a piedi, considerando che dobbiamo trovare il tempo per un bidone di birra al rifugio!
Mentre torniamo sui nostri passi sentiamo una voce che ci saluta. Chi sarà mai?

Ma è proprio lui, il GURU dell’alpinismo cosmico!
Grazie maestro, a presto.
In breve siamo alla sosta lungo la cresta dove in salita ci siamo assicurati.
Aspettiamo 3975 ore che una cordata salga.
Il più esperto, una volta arrivato in sosta, assicura il secondo e poi recupera la corda in eccesso.
Bha, sarà una nuova tecnica!
Noi invece prima recuperiamo la corda e poi assicuriamo il secondo senza far scorrere 600m di corda a vuoto nell’assicuratore!

Ok, tocca a noi, scendiamo.



Una volta allo sbocco del canale, iniziano le nostre belle doppie.


Infinite.
Ore 14:00, tocchiamo la terra.

Ci dirigiamo rapidamente verso la BIRAAAAAAA!!!!!!

Affollamento in vetta alla Delago.

Una volta al rifugio facciamo un brindisi alla nostra bella scalata…

…ed un brindisi ai gentilissimi, cordialissimi e simpaticissimi gestori.

Con gli animi in pace torniamo giù.


La via è la stessa della salita.

Ore 17:39, Ciampedie.

Si conclude così una fantastica due giorni sulle Dolomiti.
Esperienza fantastica.
W la montagna e chi la rispetta.


DAI GAS!






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Articolo del 21 Feb 2020 by Alfredo
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