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25-06-2018 Sentiero del Centenario (Gran Sasso)
In settimana contatto il grande Valerio per proporgli di percorrere il lungo e bellissimo sentiero del centenario del CAI dell'Aquila. Lui non se lo fa ripetere due volte ed in compagnia del padre Fabrizio, parte Sabato sera da Villa Santo Stefano (FR) e pernotta in tenda nella piana di Campo Imperatore! Io li raggiungo la mattina successiva.
Lasciamo una macchina a Fonte Vetica e con l'altra andiamo alla sterrata che porta a Vado di Corno. Alle 06:35 si parte lungo la carrareccia.



A Vado di Corno vero e proprio (1924 m) c'è la targa che segna l'inizio del sentiero.



La giornata è limpida (almeno per ora) ed il vento non manca.
Il Corno Grande è in gran forma





Cresta cresta, alle 08:30 siamo sul Monte Brancastello (2385 m).



Facciamo sventolare la bandiera dei Camosci, anzi dobbiamo stare attenti che non voli via!



Da qui si vede il resto del percorso che ci attende... "n'avema magnà de faciule!" (prima che termini l'escursione abbiamo tutto il tempo di ingurgitare una gran quantità di legumi).





Giunti all'attacco della ferrata che sale sulle Torri di Casanova, indossiamo casco, imbragatura e dispositivi di sicurezza. Il signor Fabrizio non ha mai fatto una via ferrata e con l'entusiasmo di un ragazzino procede spedito.







Dopo essere saliti sulla prima torre, scendiamo dall'altra parte. Questo tratto in discesa è attrezzato dal vecchio (molto vecchio) cavo metallico e da una corda fissa. E' consigliabile usare la corda.



Alle 09:45 siamo alla targa che indica le Torri di Casanova (2362 m).



La traccia è sempre evidente ma un pò meno intuitiva, a volte si lascia il filo di cresta per scendere più in basso e poi, ovviamente, risalire.





Ogni tanto compaiono delle funi metalliche che rendono più sicura l'avanzata.



Alle 10:20 siamo alla Forchetta di Santa Colomba (2260 m).



Il sentiero non è mai monotono, ci sono continui sali e scendi da affrontare con mani e piedi.





Ecco Valerio che esce da una strettoia non troppo stretta.









Alle 11:40 siamo sul Monte Infornace (2496 m).



Per l'occasione ricacciamo la bandiera.





Altra strada ci attende. Il motto è "lento lento, peto peto, sempre avanti e mai indietro"





Un ultimo tiro di fune e la vetta è sempre più vicina. Anche se per raggiungerla ci aspetta una ripida e quasi scoraggiante salita.





Alle 12:20 siamo sul Monte Prena (2561 m).





Il livello di soddisfazione è molto alto, il tempo continua ad essere bello e la temperatura è perfetta. Cosa vuoi di più dalla vita? (... una bella birra fresca ).



Scendiamo lungo la via normale di salita.



Puntiamo un roccione con due grandi "A". Cosa indicheranno? Forse "Aripusate e Ariparte"...



Seguiamo alla lettera il consiglio della roccia. Ci riposiamo mangiando panini e salsicce e ripartiamo.





Alle 13:45, a Vado Ferruccio (2230 m) tiriamo il fiato. La stanchezza comincia a farsi sentire, ma tanto mancano appena tre ore scarse alla fine, che vuoi che siano...



La salita lungo la pietrosa cresta è implacabile.





Ora ci aspetta uno dei canali più friabili, instabili e ghiaiosi d'Italia.



Anche se dietro di noi non sale nessuno, da persone ben educate, facciamo attenzione a non far cadere nulla.



Con un ultimo sforzo raggiungiamo la cresta ed in breve la vetta.



Alle 15:15 siamo sul Monte Camicia (2564 m) e per l'ultima volta facciamo prendere aria alla bandiera (che non ha mai sventolato così tante volte in un giorno!).





Le balconate con un pò di nebbia fanno sempre un figurone.



La discesa, lungo il vallone Vradda, la facciamo con calma, senza fretta. "Pole pole" come direbbero gli africani.







Alle 17:20, dopo circa 11 ore di cammino (soste comprese), siamo nuovamente a Fonte Vetica. Qui Fabrizio ci stupisce con effetti speciali, tira fuori una bottiglia di vino bianco prodotto da lui. Per di più il vino è fresco, grazie ai ghiaccioli ed alla borsa frigo. Il suo sapore è una delizia per il palato!



Che dire... ringrazio di cuore Valerio e Fabrizio che mi hanno permesso di ripercorrere uno dei sentieri più belli di tutto l'appennino. E' stato un piacere!

Viva la montagna e chi la rispetta!




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Articolo del 17 Jul 2018 by Marco
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