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23-03-2018 Breithorn Occidentale (4165m)
Era il lontano 13/02/2011 quando, durante una uscita con gli sci da escursionismo verso il Lago Pantaniello ( http://www.camoscidabruzzo.it/public/home/home.php?subaction=showfull&id=1300132419&archive=2011&start_from=&ucat=13&do=archives )
mi venne una illuminazione.
Dissi ad un collega camoscio: “Ndò, vulem saje ammond a lu Breithorn d’invern? Jì n’sacce scià ma s’ m’ l’ambar ci sajeme nghe li sci.”
Traduzione: “Ehi amico, che ne dici di ascendere la via normale del Breithorn in inverno? Io non so sciare ma qualora dovessi imparare potremmo coprire i quasi 2000 metri di dislivello con gli sci!”
Lui, pietrificato, dopo alcuni secondi di perplessità (circa 4700), mutò il suo aspetto e mi rispose con entusiasmo: “Jamè!”
Da allora molti anni trascorsero ma, tra un imprevisto e l’altro, del Breithorn con gli sci non se ne fece più nulla.
Nel frattempo feci anche un corso di sci ed imparai, non a sciare, ma a scendere limitando i danni.

Giovedì 22 marzo 2018, ore 19:00.


Da Chieti partiamo io, Trombetta e Monnezza in direzione Cervinia.
Da Rovereto parte Beppe in direzione Milano per pernottare da Nosferatu.


La nostra cena.


La cena dei “nordici”.
Cervinia ore 03:15 am, temperatura -5c°, cerchiamo un “caldo” parcheggio dove passare le poche restanti ore della notte.


Ore 03:30 Buonanotte.
 
Venerdì 23 marzo.


Sveglia alle prime luci dell’alba.


Stanno arrivando i “nordici”.
Dopo il caffè con Nosferatu e Beppe di corsa a prepararci per prendere la funivia che ci porterà a Plateau Rosa.
Plateau Rosa ore 10:15, si parte.
Ore 10:15 ?!?!?!?! Come mai così tardi? Gli impianti non aprono alle 08:20?
Lasciamo perdere! Prima apre solo il primo troncone causa vento, poi il secondo, poi fila alle biglietterie, etc.
L’importante ed essere tutti insieme qui.
Lo sciagurato di Beppe ha dimenticato in macchina il panino e, preso dai morsi della fame, inizia a mangiare la prima cosa che trova.


Fermati! I guanti ti servono sopra fa freddo!


Qui il turismo non scherza, ci sono anche gli elicotteri.


Ma un autoscatto ce lo facciamo prima di iniziare la salita?
La temperatura si aggira intorno ai -9°C però il wind chill si fa sentire!


Risaliamo il bordo della pista fino alla fine del primo skilift.


Con un super zoom si vede la nostra vetta con le fumarole di neve alzate dal vento.




Intanto proseguiamo in direzione “Piccolo Cervino” poi ci regoliamo in base alle condizioni meteo.
Ma non ho ancora detto come questo strampalato gruppo sta salendo!


Nosferatu: la progressione la esegue con i ramponi ma ha lasciato al rifugio delle Guide del Cervino gli sci da discesa in maniera tale da scendere poi a Cervinia su pista.
Er Monnezza: sale e scende con i ramponi e poi con gli impianti fino a Cervinia (il più furbo!)
Beppe, Trombetta ed io Puzzola: pelli di foca fino al colle del Breithorn e ramponi fino in vetta.
Andiamo avanti.


L’ultimo tratto di salita prima del colle è abbastanza ripido e la quota, sommata ad una notte quasi insonne si inizia a sentire.


Comunque le foto escono veramente bene.
Sua maestà Cervino osserva pazientemente tutto ciò che accade ai suoi piedi!
E cosa vuole accadere? La gente sviene dalla puzza!


Lavateli i piedi zezzò!


Usciamo finalmente dalle piste, la neve è semplicemente spettacolare…per chi è con gli sci!


Per i ramponatori la situazione è diversa…si affonda fino alle caviglie…e oltre.


Ore 12:20, Colle del Breithorn 3866m.
Mancano solo 300 metri di dislivello.
Ma cosa succede?
Chi è costui?
Nooooooooo, ora sono guai!


È l’abominevole porco delle nevi!
Leggenda narra che aggredisce tutti gli alpinisti che portano vino nello zaino per succhiarlo come un vampiro.
Cavolo noi siamo pieni e ora?
Beppe: “Amici, andate voi, ci penso io a questo! Brutto animale prendimi se ci riesci, ho una damigiana di Montepulciano d’Abruzzo sulle spalle!”


Subito scappa a valle come un razzo portandosi dietro il mostruoso porco che lo insegue con la voglia di vino.
Nosferatu: “Ehi Beppe, ti do una mano, vengo con te!”
Ed anche il buon Fausto ci lascia.


Grazie amici, vi siete sacrificati per noi, saliremo in vetta per voi.
Per andare tutti insieme (ma soprattutto per le nostre modeste capacità scialpinistiche) anche io e Trombetta mettiamo i ramponi e ci leghiamo in cordata a Monnezza.


Percorriamo il breve ma faticosissimo (si affonda tantissimo) tratto pianeggiante che ci separa dalla salita finale.
Ci rendiamo conto che “ridendo e scherzando” si sono fatte le 12:45.
CASPITA!
Il nostro caro amico Monnezza ci lascia perché vincolato dalla chiusura della funivia (16:30).
Io insisto, forse anche troppo, affinchè lui rimanga con noi ma giustamente torna indietro per via dell’orario.
Ok, procediamo.
Si affonda da paura.


Decidiamo di alternarci al comando facendo 100 passi a testa.


Poco dopo questi 100 passi diventano 75 e subito dopo 50.


Ecco la cresta finale.
Dai che la neve è un po’ più dura!
Intanto gli ultimi scialpinisti (con gli sci ai piedi) scendono.
L’ultimo tratto è veramente faticoso per me: sarà la quota, sarà il poco sonno, sarà che non ho mangiato niente ma sto a schiattà.
Comunque, grazie agli incoraggiamenti del paziente fratello, alle 14:45 raggiungiamo la vetta del Breithorn Occidentale (4165m).


Questa è la terza volta che Trombetta sale su questa vetta e finalmente, per la prima volta, trova tutto limpido da poter ammirare il meraviglioso panorama.




Le raffiche di vento ci impediscono di fare un autoscatto quindi ne facciamo due singoli.


Amici, siamo saliti per e con voi, GRAZIE!
Subito ripartiamo ed alle 15:15 siamo di nuovo al Colle del Breithorn.
Anche se l’orario non è a noi favorevole, dobbiamo assolutamente fare una piccola pausa pranzo a base di frutta secca.
Sembra la sabbia che non riesce ad impastarsi col cemento!


Un omaggio al nostro compare Bi.Mo. Cocciasecca.


Ora, fuori pista fino alla pista e poi pista fino all’altra pista.
Ore 16:30, Rifugio delle Guide del Cervino.
Il caro Beppe, sfinito dalla colluttazione col mostro scende a Cervinia con gli sci. Per lui è tardi, lo attendono ben 5 ore di viaggio.
Ciao amico, alla prossima.


Noi entriamo nel rifugio dove Nosferatu ci attende con delle belle 0,4 di birra ristoratrici.
Giusto una tazza, mezzo panino e poi via.
Siamo gli ultimi, dietro di noi ci sono solo i chiudi pista.


scendiamo sulla sinistra del Rifugio Teodulo.


La discesa su piste rosse è semplicemente uno spettacolo.


Lo spettacolo è sempre più spettacolare.


Che spettacolo!


Uno spettacolo spettacolare!


Già l’ho detto che è uno spettacolo?
Ore 18:15, Breuil Cervinia.
Mentre il Beppe è già sulla via del ritorno noi carichiamo la macchina e come deli zingari bulgari partiamo alla volta della capitale meneghina dove saremo ospiti nella dimora del buon Nosfaratu.


Che dire? Esperienza stratosferica resa possibile solo dalle speciali persone  che vi hanno partecipato, da ripetere con una maggiore fortuna.
Sabato 24 Marzo, sveglia, colazione, partenza ed arrivo a Chieti.
Ore 19:00 festeggiamenti dal mitico Cocciasecca.


Berg Heil.

Un caro ringraziamento a Beppe per la Grappa, a Nosferatu per l'ospitalità, a Monnezza per aver guidato ed a Trombetta per aver dormito tutto il viaggio per tenere svegli gli autisti.



 
W LA MONTAGNA E CHI LA RISPETTA
 
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Articolo del 24 Apr 2018 by Alfredo
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