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19-08-2017 ISKRA
ISKRA, ISKRA, ISKRA. Questo nome angosciante mi suonava da tempo nella testa come una campana di un orologio che ogni quarto d’ora scandisce il tempo.
Leggevo e rileggevo le relazioni di questa via sulla nord del Corno Piccolo, ma l’indecisione di affrontarla, la mancanza di compagni giusti e le condizioni meteorologiche mi hanno sempre tenuto distante da questo dubbioso itinerario.
Un giorno poi, sopra un social su internet, vidi le foto di una ragazza che scalò questa via. Si lei è forte ma voglio provare anche io!
La mia attuale condizione fisica non è da buttare, quella mentale è da cancellare ed il compagno ci sta pure…bisogna andare.


San Cocciasecca proteggici tu.
 
Sabato 19-08-2017 ore 03:15 am
Mi sveglio di botto, guardo l’orario, realizzo che (stranamente) oggi non lavoro…cosa faccio?
Prendo il telefono e chiamo mio fratello…mi ucciderà?
Puzzola: “Marco preparati che vengo a prenderti!”
Trombetta: “Eh? Ma tu sì scem!” (cosa? Ti ha dato di volta il cervello?)
P: “Alle 04:00 sono da te, metti nello zaino l’attrezzatura d’alpinismo.”
T: “No dai, ieri sera sono tornato tardi dalla riunione e…”
P: “Mi preparo e sono da te”. Clik.
Ore 04:05 am si parte per Prati di Tivo…non vi dico la testa che mi ha fatto il fratellino in macchina: “Ma cosa dobbiamo fare? Ma cosa ti è venuto in mente? Ma dove andiamo?...etc.”
Ore 04:55 am, pausa caffè in un bar di Castelnuovo Vomano.
Il proprietario ci propone un bicchiere di vino bianco, la tentazione è forte, ma noi siamo più forti e ci accontentiamo di un umile caffè.
Ore 06:05 Piano del Laghetto, si parte.


Una splendida alba illumina e riscalda i nostri animi titubanti.
Dalla "Madonnina" imbocchiamo il sentiero "Pierdomenico Ventricini".
Ma non era Pierpaolo?
No, quello è Pasolini!
Ah!


Il sole illumina la nostra parete.


Siamo sotto lo “Spigolo di Paoletto”, la “Iskra” è immediatamente a destra, cioè no, a sinistra, io tra destra e sinistra mi confondo sempre!
Sarebbe il lato dove i mancini hanno la mano con cui scrivono.


Si parte col primo tiro, un semplice “diedro caminato” di III dove è facile proteggere.


Il “fratellino” fa sicura con guanti, cappello, sciarpa, piumino e doposci anche se siamo a 32°C.


Quando TROMBETTA scala si mette anche le muffole.
Il secondo tiro (IV+) è il più bastardo di tutti i tiri che verranno a seguire.


Secondo me è più facile progredire sulla parete a destra, anzi, sinistra, ma le protezioni si possono mettere solo nella fessura all’estremo lato opposto.


Le relazioni dicono di portare friends e dadi medio/piccoli…che si possano cecare! Un bel dadone da un paio di chili non avrebbe fatto male a nessuno…tranne allo scrittore della relazione che glielo avrei spaccato sulla testa!
Andiamo avanti.


Trombettino ride sempre…beat’atte!
Il terzo tiro è uguale al secondo ma ci siamo più abituati.


Il quarto tiro continua sempre nel camino ma verso la fine si esce sempre verso il lato dove la mano dei mancini scrive su una placchetta e poi si rientra sul lato opposto (passo scivoloso) fino a salire sopra un bel terrazzino.


Qui c’è di tutto: chiodi, spit, anelli cementati, cordini, fettucce, persone che vendono noci di cocco, cadaveri, funghi velenosi essiccati, etc.
Ora potremmo proseguire dritti per una fessura disgraziata, ma sinceramente, in quest’anno già bastardo di suo, sono appagato così.


Decidiamo quindi di proseguire per l’ultimo tiro dello “Spigolo di Paoletto” II grado (ti piace vincere facile?)




Alle 10:30 ci troviamo all’uscita della via con conseguente foto di “vetta”.
Per la seconda volta della storia dei “Camosci d’Abruzzo” decidiamo di non salire in vetta, la sete è troppa, bisogna assolutamente fare REINTEGRARE con la birra.


Scendiamo nell’adiacente “Camino di Mezzo”.


Inizialmente disarrampicando.
Poi, quando tutte le uova contenute nel paniere, hanno subito
lesioni irreversibili…


…una corda doppia ci sta tutta.


Finalmente siamo alla base della via.
Tornando per il sentiero “Ventricini” arriviamo alla “Madonnina”, dalla quale, in circa 40 minuti raggiungiamo l’automobile.


Ore 13:00, finalmente SI BEVE!


Ecco il nostro itinerario con la via originale e la variante non originale.
Se dovessi dare un consiglio, da non esperto, a chi volesse affrontare questa via: “Leggete le relazioni ma portatevi anche qualche dado e friend GRANDI”.
Grande GURU delle montagne, esprimi una tua opinione sulla nostra progressione, noi ti veneriamo.



W COCCIASECCA E CHI LO RISPETTA!


2 Commenti
Articolo del 21 Sep 2017 by Alfredo
by fausto_74 @ 22 Sep 2017 06:21 pm
...qual è stata la prima volta che non si è saliti in vetta?
by alfredo @ 02 Oct 2017 08:31 am
Fausto, 4 o 5 anni fa (credo) arrampicammo sulla Saladini-Florio (una via alla nord del Corno Piccolo) e quella volta non arrivammo in vetta ma scendemmo sempre dal Camino di Mezzo. Il tempo minacciava cattiverie.
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